giorno sabato 5 gennaio 2008

                                                 """""""""""" perchè storica """"""""""""

due parole vanno spese per questa ascesa

Il Monte Guglielmo in qualsiasi stagione è noto per i suoi cambi repentini delle condizioni climatiche

sono 1000 metri circa  di dislivello,  300 dei quali sono per arrivare al rifugio Valtrompia 

altri 130 metri di dislivello  di pendenza media per arrivare in malga Pontogna 

350 metri di dislivello  per arrivare agli stalletti alti  sentiero ripido soprannominato "ratu"

gli ultimi 250 metri di dislivello sono di normale media pendenza 

quindi un normale sentiero di montagna

sono salito tante volte su questa cima ma mai come questa, l'ho trovata tanto ostile

già ho dovuto lasciare la macchina a tre chilometri dal parcheggio solito,  il fondo ghiacciato

mi ha costretto a fermarmi....e piove pure 

si comincia a salire e dopo 200 metri di dislivello l'acqua  diventa neve

arrivato al rifugio c'erano già  trenta centimetri di neve si parte comunque

la visibilità era di circa trenta metri 

salito di altri duecento metri le tracce cominciavano a sparire restavano due scie lasciate da uno sciatore

che mi precedeva più si saliva e più si affondava.... la fatica era tanta

a mezzo ratone incontro alcuni ciaspolai scesi da un altra via .... beati loro sono già di ritorno 

arrivato agli stalletti alti oltre la neve comincia anche il vento freddo come non mai

 e la visibilità si accorcia  a quindici metri

tracce non ne vedo a parte le scie quindi mi accorgo di essere l'unico pirla a salire a piedi

(anche i ciaspolai avevano quindi rinunciato)

per una buona mezz'ora cammino fino ad arrivare all'ultima ripida, la supero e  a duecento metri 

dal Redentore incrocio lo sciatore salito prima di me

lo spessore della neve superava il mezzo metro e a fatica si andava avanti

arrivato in cima mi si presenta un paesaggio quasi lunare non ho mai visto tanto ghiaccio incollato

 ovunque non so quanti gradi sotto zero c'erano ma faceva un freddo boia

 sono  riuscito appena  a fare due foto per poi ripararmi all'interno del Redentore da dove uscivano 

due persone che sembravano fantasmi, un semplice ciao ciao.......

 il tempo di  cambiare la felpa irrigidita dal freddo mettermi la giacca termica e

 infilarci dentro le mani gelate... quattro  salti per scaldarsi un po' ...... e via giù di corsa

mezzora sotto la cima incontro un ciaspolaio in solitaria che mi chiede quanto manca alla cima........

almeno lui ha le ciaspole 

grande soddisfazione scendere il "ratone" in mezzo a tanta neve 

arrivato al rifugio un bel minestrone caldo ha aggiustato tutto

non la dimenticherò più per tanto è stata faticosa e fredda in un ambiente mai visto lassù

grazie Guglielmo per le forti emozioni che mi hai fatto provare

 

                                                    

 

                               

 

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